Storia della Sardegna
Da dove venivano i primi abitanti della Sardegna è difficile dirlo. Gli studi
più attendibili fanno risalire le prime tracce di civiltà Neolitica al 2000 a.C..
Tracce del più antico periodo Paleolitico le troviamo soprattutto nel
centro-nord con graffiti rupestri nella Grotta Verde di Alghero e la famosa
Venere di Macomer. A Ozieri, e per l'esattezza a San Michele, troviamo una delle
culture più antiche, quella delle Domus De Janas ovvero case delle fate che poi
in realtà sono delle tombe scavate nella roccia. Anche la Cultura di Arzachena,
che prende il nome dalla località dei principali ritrovamenti, è di notevole
importanza per i suoi numerosi reperti. Inoltre, sempre ad Arzachena, troviamo
moltissimi insediamenti nuragici.
Con la Cultura di Bonnannaro si va formando il fenomeno dell'architettura nuragica. Tutt'oggi è difficile dire cosa fossero e a cosa servissero i Nuraghi e ancor meno che popolo era quello che l' abitava. Alcune teorie li vedevano come fortezze, altre ancora come templi intorno ai quali sorgevano villaggi prevalentemente fatti di capanne, in ogni caso erano edifici di enorme importanza per la collettività.

A
Da allora l'isola ebbe un graduale distacco da Bisanzio ed un lungo periodo di crescita politico-economica e civile. Si crearono quattro regni o giudicati (perché il Re era detto giudice) quello di Cagliari, di Torres, di Arborea e di Gallura. Nel XIV secolo fu fatta la "Carta de Logu" una raccolta di leggi ed anche uno dei primissimi esempi di "Limba Sarda". Fu in questo periodo che si estese l'influenza Genovese e Pisana, che non fu un vero e proprio dominio ma un'influenza politico-economica su basi commerciali e di accordo reciproco.
Non mancarono contrasti interni fra sardi e sulla base giuridica delle
"donazioni" antiche, Carlo Magno donò l'isola al papato che ne concesse regnante
Bonifacio VIII e l'investitura al Re Aragonese Giacomo II.
Fu nel XV che gli Spagnoli conquistarono la Sardegna con guerre e ribellioni che
durarono fino al 1478.Il feudalesimo (quindi tasse e nuovi ed ingiusti
privilegi) pose fine al periodo di progresso e di conseguenza uno di oppressione
e paralisi. Nel 1718 l'isola venne assegnata, dagli Inglesi, a Vittorio Amedeo
II di Savoia. Re Carlo Emanuele III si dedicò molto alla Sardegna, realizzando
una serie di riforme politico amministrative buone anche per i sardi. Quando gli
eserciti della Repubblica Francese conquistarono il Piemonte i Savoia trovarono
ospitalità in Sardegna e nel popolo sardo che gli restò fedele anche quando ci
fu il tentativo di invasione da parte dei Francesi. Sotto Carlo Felice fu varato
il codice di leggi civili e criminali per la Sardegna e sotto Carlo Alberto
l'altra grande riforma, l'abolizione del Feudalesimo.
Nel 1830, con l'abolizione dei feudi e mancando la figura del Re, che anche se aveva potere sui feudatari non permetteva il crearsi del vero e proprio latifondo privato, fu creata in Sardegna la "proprietà privata" e al grido di "tancate", rizzate le "tancas", i recinti, quei muretti di pietra, detti muretti a secco, che ancora oggi si vedono nelle campagne, chiunque poteva diventare proprietario di un pezzo di terreno ma solo i più ricchi avevano la possibilità di pagare grosse somme ai manovali per recintare grossi appezzamenti.
Nasce così il latifondo.
Nella prima guerra mondiale i Sardi crearono la leggendaria Brigata Sassari
meritando medaglie d'oro e l'ordine militare dei Savoia. Nella seconda guerra
mondiale invece ospitò diverse basi militari subendo così numerosi bombardamenti
come quello che, nel 1943, distrusse quasi del tutto la città di Cagliari. Alla
fine della guerra, nel 1948, la Sardegna fu definita regione a Statuto Speciale
e fu debellata la malaria.